Concorso pubblico, per esami, per l'accesso alla carriera dirigenziale penitenziaria per complessivi quarantacinque posti di dirigente di istituto penitenziario di livello dirigenziale non generale, a tempo indeterminato.

Regione: Lazio
Provincia: Roma
Posti a Concorso: 45
Fonte: Gazzetta Ufficiale - "Concorsi ed esami" num. 39 del 19/05/2020
Scadenza Concorso: 18/06/2020

Bando Completo

IL DIRETTORE GENERALE
del personale e delle risorse
del Dipartimento dell'amministrazione penitenziaria

Vista la legge 30 dicembre 2018, n. 145, recante «Bilancio di
previsione dello Stato per l'anno finanziario 2019 e bilancio
pluriennale per il triennio 2019-2021».
Visto in particolare, l'art. 1, commi 308 e 309, della predetta
legge n. 145 del 2018, che prevede, al fine di assicurare il
funzionamento degli istituti penitenziari e di prevenire, nel
contesto carcerario, fenomeni derivanti dalla condizione di
marginalità sociale dei detenuti, il Ministero della giustizia -
Dipartimento dell'amministrazione penitenziaria, per il triennio
2019-2021, è autorizzato, in aggiunta alle facoltà assunzionali
previste a legislazione vigente e nei limiti della vigente dotazione
organica, ad assumere con contratto di lavoro a tempo indeterminato
trentacinque dirigenti di istituto penitenziario, di livello
dirigenziale non generale; che, con decreto del Ministro della
giustizia, di concerto con il Ministro per la pubblica
amministrazione, sono determinati le modalità e i criteri per
predette assunzioni;
Vista la legge 15 maggio 1997, n. 127, ed in particolare l'art.
3, comma 6, secondo cui la partecipazione ai concorsi indetti da
pubbliche amministrazioni non è soggetta a limiti di età, salvo
deroghe dettate da regolamenti delle singole amministrazioni connesse
alla natura del servizio o ad oggettive necessità
dell'amministrazione;
Visto il decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165, recante
«Norme generali sull'ordinamento del lavoro alle dipendenze delle
amministrazioni pubbliche» e, in particolare, l'art. 3, comma 1-ter,
che prevede in deroga all'art. 2, commi 2 e 3 del medesimo decreto
legislativo, che il personale della carriera dirigenziale
penitenziaria è disciplinato dal rispettivo ordinamento, nonchè gli
articoli 35, sul reclutamento del personale, e 38, sull'accesso dei
cittadini degli Stati membri della Unione europea;
Visto il decreto legislativo 25 maggio 2017, n. 75, recante
«Modifiche e integrazioni al decreto legislativo 30 marzo 2001, n.
165, ai sensi degli articoli 16, commi 1, lettera a), e 2, lettere
b), c), d) ed e) e 17, comma 1, lettere a), c), e), f), g), h), l),
m), n), o), q), r), s) e z), della legge 7 agosto 2015, n. 124, in
materia di riorganizzazione delle amministrazioni pubbliche»;
Vista la legge 27 luglio 2005, n. 154 concernente la «Delega al
Governo per la disciplina della carriera dirigenziale penitenziaria»;
Visti in particolare l'art. 1, comma 1 della citata legge n. 154
del 2005 che, tra i principi e i criteri direttivi che il Governo è
chiamato a rispettare nell'adozione dei decreti legislativi
attuativi, alla lettera b) prevede quello della «previsione
dell'accesso alla carriera dirigenziale penitenziaria esclusivamente
dal grado iniziale, mediante concorso pubblico, con esclusione di
ogni immissione dall'esterno»; nonchè l'art. 2, comma 1, della
medesima legge n. 154 del 2005 secondo cui «in considerazione della
particolare natura delle funzioni esercitate dal personale
appartenente alla carriera dirigenziale penitenziaria, il relativo
rapporto di lavoro è riconosciuto come rapporto di diritto
pubblico»;
Visto il decreto legislativo 15 febbraio 2006, n. 63, recante
«Ordinamento della carriera dirigenziale penitenziaria, a norma della
legge 27 luglio 2005, n. 154», e in particolare l'art. 4, comma 3,
secondo cui, «per l'ammissione al concorso è richiesta la
cittadinanza italiana, un'età non superiore a quella stabilita dal
regolamento da adottarsi ai sensi dell'art. 3, comma 6, della legge
15 maggio 1997, n. 127, nonchè il possesso delle qualità morali e
di condotta prescritte dall'art. 35, comma 6, del decreto legislativo
30 marzo 2001, n. 165»;
Visto il decreto del Presidente della Repubblica 28 dicembre
2000, n. 445, contenente il «Testo unico delle disposizioni
legislative e regolamentari in materia di documentazione
amministrativa», come modificato dall'art. 15, comma 1, della legge
12 novembre 2011, n. 183;
Visto il decreto legislativo 27 ottobre 2009, n. 150, recante
«Attuazione della legge 4 marzo 2009, n. 15, in materia di
ottimizzazione della produttività del lavoro pubblico e di
efficienza e trasparenza delle pubbliche amministrazioni»;
Visto il decreto del Presidente della Repubblica 9 maggio 1994,
n. 487, «Regolamento recante norme sull'accesso agli impieghi nelle
pubbliche amministrazioni e le modalità di svolgimento dei concorsi,
dei concorsi unici e delle altre forme di assunzione nei pubblici
impieghi»;
Visto il testo unico delle disposizioni concernenti lo Statuto
degli impiegati civili dello Stato, approvato con decreto del
Presidente della Repubblica 10 gennaio 1957, n. 3, e successive
modificazioni;
Visto il decreto del Presidente della Repubblica 24 settembre
2004, n. 272, «Regolamento di disciplina in materia di accesso alla
qualifica di dirigente, ai sensi dell'art. 28, comma 5, del decreto
legislativo 30 marzo 2001, n. 165»;
Visto il decreto del Presidente del Consiglio dei ministri 7
febbraio 1994, n. 174, «Regolamento recante norme sull'accesso dei
cittadini degli Stati membri dell'Unione europea ai posti di lavoro
presso le pubbliche amministrazioni»;
Vista la legge 12 marzo 1999, n. 68 recante «Norme per il diritto
al lavoro dei disabili» ed in particolare gli articoli 3 e 18, comma
2, concernenti le quote d'obbligo a favore delle categorie protette;
Vista la legge 5 febbraio 1992, n. 104, recante «Legge quadro per
l'assistenza, l'integrazione sociale e i diritti delle persone
handicappate»;
Vista la legge 7 agosto 1990, n. 241, recante «Norme in materia
di procedimento amministrativo e di diritto di accesso ai documenti
amministrativi»;
Visto il decreto-legge 9 febbraio 2012, n. 5, convertito con
legge 4 aprile 2012, n. 35 ed in particolare l'art. 8 concernente
l'invio per via telematica delle domande per la partecipazione a
selezioni e concorsi per l'assunzione nelle pubbliche
amministrazioni;
Visto il decreto del Presidente della Repubblica 12 aprile 2006,
n. 184, concernente il «Regolamento recante disciplina in materia di
accesso ai documenti amministrativi»;
Visto il decreto legislativo 14 marzo 2013, n. 33, recante
«Riordino della disciplina riguardante il diritto di accesso civico e
gli obblighi di pubblicità, trasparenza e diffusione di informazioni
da parte delle pubbliche amministrazioni»;
Visto il decreto legislativo 25 maggio 2016, n. 97, «Revisione e
semplificazione delle disposizioni in materia di prevenzione della
corruzione, pubblicità e trasparenza, correttivo della legge 6
novembre 2012, n. 190 e del decreto legislativo 14 marzo 2013, n. 33,
ai sensi dell'art. 7 della legge 7 agosto 2015, n. 124, in materia di
riorganizzazione delle amministrazioni pubbliche»;
Visto il decreto legislativo 30 giugno 2003, n. 196, recante il
«Codice in materia di protezione di dati personali»;
Visto il regolamento (UE) n. 2016/679 del Parlamento europeo e
del Consiglio del 27 aprile 2016 relativo alla protezione delle
persone fisiche con riguardo al trattamento dei dati personali,
nonchè alla libera circolazione di tali dati e che abroga la
direttiva n. 95/46/CE (regolamento generale sulla protezione dei
dati);
Visto il decreto legislativo 18 maggio 2018, n. 51, recante
«Attuazione della direttiva (UE) n. 2016/680 del Parlamento europeo e
del Consiglio, del 27 aprile 2016, relativa alla protezione delle
persone fisiche con riguardo al trattamento dei dati personali da
parte delle autorità competenti a fini di prevenzione, indagine,
accertamento e perseguimento di reati o esecuzione di sanzioni
penali, nonchè alla libera circolazione di tali dati e che abroga la
decisione quadro 2008/977/GAI del Consiglio»;
Visto il decreto legislativo 7 marzo 2005, n. 82, recante il
«Codice dell'amministrazione digitale»;
Visto il decreto legislativo 11 aprile 2006, n. 198, recante il
«Codice delle pari opportunità tra uomo e donna, a norma dell'art. 6
della legge 28 novembre 2005, n. 246»;
Visto il decreto legislativo 25 gennaio 2010, n. 5, recante
l'attuazione della direttiva n. 2006/54/CE relativa al principio
delle pari opportunità e della parità di trattamento fra uomini e
donne in materia di occupazione e impiego;
Visto l'art. 3, commi 4 e 6, della legge 19 giugno 2019, n. 56
recante «Interventi per la concretezza delle azioni delle pubbliche
amministrazioni e la prevenzione dell'assenteismo»;
Visto l'art. 37 del decreto-legge 6 luglio 2011, n. 98,
convertito, con modificazioni, dalla legge 15 luglio 2011, n. 111,
concernente «Disposizioni urgenti per la stabilizzazione
finanziaria»;
Visto l'art. 73, comma 14, del decreto-legge 21 giugno 2013, n.
69, convertito, con modificazioni, dalla legge 9 agosto 2013, n. 98,
concernente «Disposizioni urgenti per il rilancio dell'economia»;
Visto il decreto del Presidente del Consiglio dei ministri 15
giugno 2015, n. 84, recante «Regolamento di riorganizzazione del
Ministero della giustizia e riduzione degli uffici dirigenziali e
delle dotazioni organiche»;
Visto l'art. 1, commi 300 e 360 della legge 30 dicembre 2018, n.
145, sul reclutamento del personale delle pubbliche amministrazioni
con modalità semplificate;
Visto il decreto del Ministro della giustizia di concerto con il
Ministro per la pubblica amministrazione del 22 gennaio 2020,
pubblicato nella Gazzetta Ufficiale - Serie generale del 29 febbraio
2020, n. 51, recante l'individuazione delle modalità e dei criteri
per le assunzioni di trentacinque dirigenti di istituto
penitenziario, di livello dirigenziale non generale, ai sensi
dell'art. 1, comma 308, legge 30 dicembre 2018, n. 145;
Visto il decreto del Presidente del Consiglio dei ministri 20
giugno 2019, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale - Serie generale del
29 agosto 2019, n. 202, con il quale il Ministero della giustizia -
Dipartimento dell'amministrazione penitenziaria è stato autorizzato
ad ampliare la procedura concorsuale di n. 10 unità;
Attesa la necessità di procedere alla emanazione della procedura
concorsuale finalizzata alla assunzione di quarantacinque dirigenti
di istituto penitenziario di livello dirigenziale non generale;

Decreta:


Art. 1

Posti messi a concorso


1. È indetto un concorso pubblico per esami per l'accesso alla
carriera dirigenziale penitenziaria per complessivi quarantacinque
posti, a tempo indeterminato, di dirigenti di istituto penitenziario
di livello dirigenziale non generale.
2. Il quindici per cento dei suddetti posti, pari a n. sette,
sono riservati ai dipendenti dell'Amministrazione inquadrati nella
III area funzionale del ruolo comparto funzioni centrali ovvero nei
ruoli direttivi del Corpo di polizia penitenziaria, in possesso dei
requisiti previsti dall'art. 3 del presente bando e con almeno tre
anni di effettivo servizio in tali posizioni.
3. La predetta riserva è valutata esclusivamente all'atto della
formazione della graduatoria finale di merito.
4. I posti riservati non utilizzati a favore dei candidati
interni sono conferiti ai candidati utilmente collocati in
graduatoria.
5. Il Ministero della giustizia si riserva la facoltà di
revocare o annullare il presente bando di concorso, sospendere o
rinviare lo svolgimento del concorso stesso nonchè le connesse
attività di assunzione, modificare, fino alla data di assunzione dei
vincitori, il numero dei posti - in aumento o in decremento -
sospendere la nomina dei vincitori alla frequenza del corso in
ragione di esigenze attualmente non valutabili nè prevedibili,
nonchè in applicazione di disposizioni di contenimento della spesa
pubblica che impedissero, in tutto o in parte, assunzioni di
personale per gli anni 2020 - 2021.
6. Di quanto sopra si provvederà a dare comunicazione con avviso
pubblicato nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana - 4ª
Serie speciale «Concorsi ed esami».