Concorso Ministero Delle Infrastrutture E Della Mobilita' Sostenibili

Concorso pubblico, per titoli ed esami, per la copertura di otto posti di dirigente tecnico di seconda fascia a tempo indeterminato da inquadrare nei ruoli del Ministero delle infrastrutture e della mobilità sostenibili, per le esigenze in materia di dighe e di infrastrutture idriche.

Regione: Lazio
Provincia: Roma
Posti a Concorso: 8
Fonte: Gazzetta Ufficiale - "Concorsi ed esami" num. 27 del 05/04/2022
Scadenza Concorso: 05/05/2022

Bando Completo

IL DIRETTORE GENERALE
del personale, del bilancio, degli affari generali
e della gestione sostenibile del Ministero

Visto l'art. 97, comma 4, della Costituzione ai sensi del quale
agli impieghi nelle pubbliche amministrazioni si accede mediante
concorso;
Visto il decreto del Presidente della Repubblica 10 gennaio 1957,
n. 3, «Testo unico delle disposizioni concernenti lo statuto degli
impiegati civili dello Stato»;
Visto il decreto del Presidente della Repubblica 3 maggio 1957,
n. 686, concernente «Norme di esecuzione del testo unico delle
disposizioni sullo statuto degli impiegati civili dello Stato,
approvato con decreto del Presidente della Repubblica 10 gennaio
1957, n. 3»;
Vista la legge 7 agosto 1990, n. 241, «Nuove norme in materia di
procedimento amministrativo e di diritto di accesso ai documenti
amministrativi»;
Vista la legge 28 marzo 1991, n. 120, recante «Norme a favore dei
privi della vista per l'ammissione ai concorsi nonchè alla carriera
direttiva nella pubblica amministrazione e negli enti pubblici, per
il pensionamento, per l'assegnazione di sede e la mobilità del
personale direttivo e docente della scuola»;
Vista la legge 5 febbraio 1992, n. 104, «Legge quadro per
l'assistenza, l'integrazione sociale e i diritti delle persone
handicappate»;
Visto il decreto del Presidente del Consiglio dei ministri 7
febbraio 1994, n. 174, «Regolamento recante norme sull'accesso dei
cittadini degli stati membri dell'Unione europea ai posti di lavoro
presso le amministrazioni pubbliche», e in particolare l'art. 1,
comma 1, lettera a);
Visto il decreto del Presidente della Repubblica 9 maggio 1994,
n. 487, «Regolamento recante norme sull'accesso agli impieghi nelle
pubbliche amministrazioni e le modalità di svolgimento dei concorsi,
dei concorsi unici e delle altre forme di assunzione nei pubblici
impieghi»;
Vista la legge 15 maggio 1997, n. 127, «Misure urgenti per lo
snellimento dell'attività amministrativa e dei procedimenti di
decisione e di controllo», e in particolare l'art. 3, comma 7;
Vista la legge 12 marzo 1999, n. 68, «Norme per il diritto al
lavoro dei disabili»;
Vista la circolare n. 6/99 del 24 luglio 1999 del Dipartimento
della funzione pubblica «Applicazione dell'art. 20 della legge quadro
per l'assistenza, l'integrazione sociale e i diritti delle persone
handicappate (legge n. 104/1992) - portatori di handicap candidati ai
concorsi pubblici»;
Visto il decreto del Presidente della Repubblica 28 dicembre
2000, n. 445, «Testo unico delle disposizioni legislative e
regolamentari in materia di documentazione amministrativa»;
Visto il decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165 e successive
modificazioni, «Norme generali sull'ordinamento del lavoro alle
dipendenze delle amministrazioni pubbliche» e in particolare l'art.
28 concernente l'accesso alla qualifica di dirigente della
seconda fascia;
Visto l'art. 28, comma 1-bis, del decreto legislativo 30 marzo
2001, n. 165, inserito dall'art. 3, comma 3, del decreto-legge 9
giugno 2021, n. 80, convertito con modificazioni in legge 6 agosto
2021, n. 113, il quale prevede che «Nelle procedure concorsuali per
l'accesso alla dirigenza in aggiunta all'accertamento delle
conoscenze delle materie disciplinate dal decreto del Presidente
della Repubblica 9 maggio 1994, n. 487, i bandi definiscono le aree
di competenza osservate e prevedono la valutazione delle capacità,
attitudini e motivazioni individuali, anche attraverso prove, scritte
e orali, finalizzate alla loro osservazione e valutazione
comparativa, definite secondo metodologie e standard riconosciuti»;
Visto il decreto legislativo 30 giugno 2003, n. 196, «Codice in
materia di protezione dei dati personali», come modificato dal
decreto legislativo 10 agosto 2018, n. 101, ed il regolamento europeo
(UE) 2016/679 del 27 aprile 2016, relativo alla protezione delle
persone fisiche con riguardo al trattamento dei dati personali;
Visti i decreti legislativi 9 luglio 2003, n. 215 e n. 216
recanti, rispettivamente, «Attuazione della direttiva 2000/43/CE per
la parità di trattamento tra le persone, indipendentemente dalla
razza e dall'origine etnica», e «Attuazione della direttiva
2000/78/CE per la parità di trattamento in materia di occupazione e
di condizioni di lavoro»;
Visto il decreto del Presidente della Repubblica 24 settembre
2004, n. 272, «Regolamento di disciplina in materia di accesso alla
qualifica di dirigente, ai sensi dell'art. 28, comma 5, del decreto
legislativo 30 marzo 2001, n. 165»;
Visto il decreto legislativo 7 marzo 2005, n. 82, recante «Codice
dell'amministrazione digitale» e successive modificazioni;
Visto il decreto legislativo 11 aprile 2006, n. 198, «Codice
delle pari opportunità tra uomo e donna, a norma dell'art. 6 della
legge 28 novembre 2005, n. 246»;
Visto il decreto del Presidente della Repubblica 12 aprile 2006,
n. 184, «Regolamento recante disciplina in materia di accesso ai
documenti amministrativi»;
Visto l'art. 32, comma 1, della legge 18 giugno 2009, n. 69, ai
sensi del quale «a far data dal 1° gennaio 2010, gli obblighi di
pubblicazione di atti e provvedimenti amministrativi aventi effetto
di pubblicità legale si intendono assolti con la pubblicazione nei
propri siti informatici da parte delle amministrazioni e degli enti
pubblici obbligati»;
Vista la legge 19 novembre 1990, n. 341, recante «Riforma degli
ordinamenti didattici universitari»;
Visto il decreto del Ministro dell'istruzione, dell'università e
della ricerca 3 novembre 1999, n. 509, concernente il «Regolamento
recante norme concernenti l'autonomia didattica degli atenei»;
Visto il decreto del Ministro dell'istruzione, dell'università e
della ricerca 22 ottobre 2004, n. 270, recante «Modifiche al
regolamento recante norme concernenti l'autonomia didattica degli
atenei, approvato con decreto ministeriale 3 novembre 1999, n. 509,
del Ministro dell'università e della ricerca scientifica e
tecnologica»;
Visto il decreto del Ministro dell'istruzione, dell'università e
della ricerca 9 luglio 2009, in materia di equiparazioni tra diplomi
di lauree di vecchio ordinamento, lauree specialistiche (LS) ex
decreto n. 509/1999 e lauree magistrali (LM) ex decreto n. 270/2004,
ai fini della partecipazione ai pubblici concorsi;
Vista la normativa in materia di equipollenze ed equiparazione
dei titoli di studio per l'ammissione ai concorsi pubblici;
Visto il decreto legislativo del 27 ottobre 2009, n. 150, recante
«Attuazione della legge 4 marzo 2009, n. 15, in materia di
ottimizzazione della produttività del lavoro pubblico e di
efficienza e trasparenza delle pubbliche amministrazioni» e, in
particolare, l'art. 24 e l'art. 62 che sostituisce il comma 1
dell'art. 52 del citato decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165;
Visto il decreto legislativo 25 gennaio 2010, n. 5, in attuazione
della direttiva 2006/54/CE relativa al principio delle pari
opportunità e della parità di trattamento fra uomini e donne in
materia di occupazione e impiego;
Visto il decreto-legge 9 febbraio 2012, n. 5, recante
«Disposizioni urgenti in materia di semplificazione e di sviluppo»,
convertito con legge 4 aprile 2012, n. 35, e successive modifiche ed
integrazioni, e in particolare l'art. 8, concernente l'invio per via
telematica delle domande per la partecipazione a selezioni e concorsi
per l'assunzione nelle pubbliche amministrazioni;
Vista la legge 6 novembre 2012, n. 190, recante «Disposizioni per
la prevenzione e la repressione della corruzione e dell'illegalità
nella pubblica amministrazione»;
Visto il decreto legislativo 14 marzo 2013, n. 33, «Riordino
della disciplina riguardante il diritto di accesso civico e gli
obblighi di pubblicità, trasparenza e diffusione di informazioni da
parte delle pubbliche amministrazioni»;
Visto il decreto del Presidente della Repubblica 16 aprile 2013,
n. 70, «Regolamento recante riordino del sistema di reclutamento e
formazione dei dipendenti pubblici e delle scuole pubbliche di
formazione, a norma dell'art. 11 del decreto-legge 6 luglio 2012, n.
95, convertito, con modificazioni, dalla legge 7 agosto 2012, n.
135»;
Visto l'art. 73, comma 14, del decreto-legge 21 giugno 2013, n.
69, convertito, con modificazioni, dalla legge 9 agosto 2013, n. 98,
recante «Disposizioni urgenti per il rilancio dell'economia»;
Visto il decreto-legge 31 agosto 2013, n. 101, convertito, con
modificazioni, dalla legge 30 ottobre 2013, n. 125, recante
«Disposizioni urgenti per il perseguimento di obiettivi di
razionalizzazione nelle pubbliche amministrazioni» e, in particolare,
l'art. 4, comma 3-sexies, ai sensi del quale, con le modalità di cui
all'art. 35, comma 4, del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165,
e successive modificazioni, o previste dalla normativa vigente, le
amministrazioni e gli enti ivi indicati possono essere autorizzati a
svolgere direttamente i concorsi pubblici per specifiche
professionalità;
Visto il decreto legislativo 25 maggio 2017, n. 75, recante
modifiche e integrazioni al decreto legislativo 30 marzo 2001, n.
165;
Visto il decreto del Presidente del Consiglio dei ministri 16
aprile 2018, n. 78, «Regolamento che stabilisce i titoli valutabili
nell'ambito del concorso per l'accesso alla qualifica di dirigente e
il valore massimo assegnabile, ad ognuno di essi, ai sensi dell'art.
3, comma 2-bis, del decreto del Presidente della Repubblica 24
settembre 2004, n. 272»;
Vista la direttiva n. 3 del 24 aprile 2018 del Ministro per la
semplificazione e la pubblica amministrazione, contenente le linee
guida sulle procedure concorsuali;
Visto il decreto del Presidente del Consiglio dei ministri 27
aprile 2018, n. 80, «Regolamento recante l'individuazione, ai sensi
dell'art. 7, commi 1 e 2, del decreto del Presidente della Repubblica
16 aprile 2013, n. 70, delle scuole di specializzazione che
rilasciano i diplomi di specializzazione che consentono la
partecipazione ai concorsi per l'accesso alla qualifica di dirigente
della seconda fascia»;
Vista la legge 19 giugno 2019, n. 56, recante «Interventi per la
concretezza delle azioni delle pubbliche amministrazioni e la
prevenzione dell'assenteismo»;
Visto l'art. 249, comma 1, del decreto-legge 19 maggio 2020, n.
34, convertito con modificazioni in legge 17 luglio 2020, n. 77, il
quale prevede che «A decorrere dalla data di entrata in vigore del
presente decreto i principi e i criteri direttivi concernenti lo
svolgimento delle prove concorsuali in modalità decentrata (omissis)
di cui al comma 7 dell'art. 247 (omissis), possono essere applicati
dalle singole amministrazioni di cui all'art. 1, comma 2, del decreto
legislativo 30 marzo 2001, n. 165»;
Visto il vigente Contratto collettivo nazionale di lavoro del
personale dirigente dell'area funzioni centrali;
Visto l'art. 10, comma 1, lettera b), del decreto-legge 1° aprile
2021, n. 44, convertito con modificazioni in legge 28 maggio 2021, n.
76, il quale prevede che, «1. Al fine di ridurre i tempi di
reclutamento del personale, le amministrazioni di cui all'art. 1,
comma 2, del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165, prevedono,
anche in deroga alla disciplina del decreto del Presidente della
Repubblica 9 maggio 1994, n. 487, del regolamento di cui al decreto
del Presidente della Repubblica 24 settembre 2004, n. 272, e della
legge 19 giugno 2019, n. 56, le seguenti modalità semplificate di
svolgimento delle prove, assicurandone comunque il profilo
comparativo: (omissis) b) l'utilizzo di strumenti informatici e
digitali e, facoltativamente, lo svolgimento in videoconferenza della
prova orale, garantendo comunque l'adozione di soluzioni tecniche che
ne assicurino la pubblicità, l'identificazione dei partecipanti, la
sicurezza delle comunicazioni e la loro tracciabilità, nel rispetto
della normativa in materia di protezione dei dati personali e nel
limite delle pertinenti risorse disponibili a legislazione vigente»;
Visto il decreto-legge 9 giugno 2021, n. 80, recante «Misure
urgenti per il rafforzamento della capacità amministrativa delle
pubbliche amministrazioni funzionale all'attuazione del Piano
nazionale di ripresa e resilienza (PNRR) e per l'efficienza della
giustizia», convertito con modificazioni in legge 6 agosto 2021, n.
113;
Visto il decreto del Presidente del Consiglio dei ministri 20
giugno 2019, recante autorizzazione ad avviare procedure di
reclutamento e ad assumere unità di personale, ai sensi dell'art.
35, comma 4, del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165;
Accertata la situazione organizzativa della Direzione generale
per le dighe e le infrastrutture idriche anche in relazione alla
mancata copertura, nonostante gli interpelli esperiti, di diversi
uffici tecnico-specialistici per i quali non si è potuto procedere
ad assegnare le funzioni di direzione;
Verificato che tra le strutture della Direzione generale per le
dighe e le infrastrutture idriche prive di unità dirigenziali
sussistono uffici tecnici per le dighe di diversi bacini idrografici
nazionali, competenti per la vigilanza sulla sicurezza delle dighe
aventi le caratteristiche di cui all'art. 1 del decreto-legge n.
507/1994, convertito in legge n. 584/1994 (di seguito «grandi
dighe»), e divisioni specialistiche competenti nelle materie di
idraulica, geologia applicata, strutture e geotecnica, e titolari di
procedimenti in materia di rivalutazione della sicurezza sismica e
idrologico-idraulica delle grandi dighe;
Costatato che risultano altresi' prive di unità dirigenziali gli
uffici competenti per le opere di derivazione, per le funzioni di
supporto alle amministrazioni protezione civile e per la gestione di
piani finanziari in materia di infrastrutture idriche, e degli
interventi di cui al PNRR;
Preso atto che tale situazione potrebbe compromettere o
rallentare le funzioni di vigilanza sulla sicurezza delle grandi
dighe, oltre che la gestione di importanti linee di finanziamento,
rallentando potenzialmente l'avanzamento delle attività già
programmate e finanziate dal Ministero delle infrastrutture e della
mobilità sostenibili proprio in materia di riqualificazione della
sicurezza delle infrastrutture esistenti;
Ritenuto di procedere all'indizione di un concorso pubblico, per
titoli ed esami, per l'assunzione di otto unità di dirigente tecnico
di seconda fascia a tempo indeterminato da inquadrare nei ruoli del
Ministero delle infrastrutture e della mobilità sostenibili per le
esigenze in materia di dighe ed infrastrutture idriche della
Direzione generale per le dighe e le infrastrutture idriche e degli
uffici tecnici funzionalmente dipendenti;
Considerato che le predette unità di dirigente tecnico sono
destinate, mediante successivo interpello riservato ai vincitori del
concorso, a svolgere le funzioni di direzione delle attività
vigilanza e controllo della sicurezza delle dighe e delle
infrastrutture idriche e di rivalutazione della sicurezza sismica e
idraulica delle stesse attribuiti dalla normativa speciale di settore
alla Direzione generale per le dighe e le infrastrutture idriche di
questo Ministero ed agli uffici tecnici per le dighe da essa
funzionalmente dipendenti;
Considerato che detta attività di direzione tecnica concerne la
vigilanza sulla sicurezza delle dighe e delle infrastrutture idriche
di competenza del Ministero e sulle operazioni di controllo spettanti
ai concessionari di derivazione, l'approvazione tecnica dei progetti,
la vigilanza sulla costruzione e manutenzione delle opere, la
rivalutazione delle condizioni di sicurezza sismica ed idraulica
delle predette infrastrutture, il supporto alle amministrazioni
competenti in materia di protezione civile per eventi coinvolgenti le
dighe e le infrastrutture idriche nonchè la gestione tecnica di
linee di finanziamento inerenti in particolare l'incremento della
sicurezza delle predette opere;
Considerata la necessità di acquisire al ruolo dei dirigenti
tecnici di questo Ministero unità di alta specializzazione tecnica,
atteso anche il fatto che numerosi interpelli per l'attribuzione dei
relativi incarichi riservati al personale dirigenziale in servizio
sono già risultati ripetutamente privi di candidature;
Considerato che per tale attività di direzione
tecnico-specialistica, altamente qualificata in relazione alle
competenze indicate nelle premesse, è indispensabile avvalersi di
tecnici di specifica esperienza tecnica o in possesso di laurea con
percorso quinquennale in specifici settori dell'ingegneria civile e
ambientale e della geologia, abilitati rispettivamente all'esercizio
della professione di ingegnere e geologo, con iscrizione al relativo
albo richiesta per l'assunzione in servizio, in coerenza anche con la
qualificazione del personale tecnico delle aree funzionali adibito
allo svolgimento delle attività da dirigersi, esulando tali
attività dalle competenze professionali di tecnici aventi titoli di
studio, esperienza e abilitazione diversi da quelli richiesti;
Considerato che le materie di esame sono di natura specialistica
stante la disciplina speciale tecnica e amministrativa che regola il
settore delle dighe e delle infrastrutture idriche;
Considerato che la presente procedura concorsuale è stata
condivisa con il Ministro per la pubblica amministrazione, come da
nota ministeriale 25915 in data 7 luglio 2021;
Visto il decreto ministeriale prot. 481 del 30 novembre 2021,
debitamente registrato alla Corte dei conti il 19 dicembre 2021, con
il quale sono stati rimodulati il numero ed i compiti degli uffici
dirigenziali di livello non generale, nell'ambito degli uffici
dirigenziali di livello generale della struttura organizzativa del
Ministero delle infrastrutture e della mobilità sostenibili;

Decreta:

Art. 1

Posti messi a concorso

È indetto concorso pubblico, per titoli ed esami, per il
reclutamento di complessive otto unità, a tempo indeterminato, di
personale dirigenziale di seconda fascia, in prova, nel ruolo dei
dirigenti del Ministero delle infrastrutture e della mobilità
sostenibili per le esigenze in materia di dighe ed infrastrutture
idriche e in particolare di quelle della Direzione generale per le
dighe e le infrastrutture idriche e degli uffici tecnici
funzionalmente dipendenti.
Il 30 per cento dei suddetti posti è riservato al personale di
ruolo del Ministero che indice la presente procedura in possesso dei
prescritti requisiti.
I posti riservati, ove non utilizzati, sono conferiti agli idonei
secondo l'ordine di graduatoria.
L'attribuzione del primo incarico dirigenziale e la conseguente
assegnazione alla sede di servizio nel territorio nazionale nei
confronti dei vincitori del concorso avrà luogo mediante procedura
di interpello.